Qui vi è l'inizio. Come proseguirà dipenderà da come voi vorrete che vada avanti.
Inviatemi i vostri capitoli e provvederò ad inserirli, dando modo alla storia di continuare a vivere.
Il clown giramondo
Vi
era un tempo, in una lontana contrada delle terre pascolose, un bimbo felice.
Egli era strano. Aveva una perspicacia notevole per la sua giovane età e una curiosità
pari solo alla sua inventiva. Il suo piu grande desiderio era quello di poter ottenere
l'attenzione delle persone che lo circondavano. Era un bambino infondo, voleva solo sentirsi coccolato.
Un giorno vide una Donna Bellissima. Aveva lunghi capelli rossi, due occhioni da
favola e un corpo mozzafiato. Ella stava con un buffo personaggio. Chiunque
lo avrebbe deriso e tutti si domandavano come facesse ad essere lui ad averla
conquistata. Qualcuno raccolse il coraggio e chiese alla ninfa rossa cosa ci
trovasse in quell'essere tutt'altro che bello.
Ella rispose semplicemente : " Mi fa ridere". In quell'istante la vita del
bimbo felice mutò.Ecco! Una luce illuminò il suo viso. Una strada gli fu aperta. Se sono divertente, le
persone saranno contente di stare con me. Prese tutto il suo corggio e si reco
alla scuola di clown della cittàSi impegnò e divenne un abilissimo clown. Rallegrava la gente e gli donava quella
spensieratezza che credevano perduta. Nel contempo aveva appreso l'antica
arte dell'ascoltare divenendo importante per le anime che affidavano a lui i propri ricordi.
Ma il suo desiderio di conoscere non poteva soffermarsi a quella citta che aveva
visto nascere la sua nuova abilità. Egli era curioso e voleva conoscere ciò
che lo circondava.
Quindi si mise in viaggio....
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Sebbene credeva che viaggiare per luoghi nuovi sarebbe stato bello e
gli avrebbe fatto scoprire lati nuovi del mondo e della vita, ben presto si
rese conto che non era tutto così semplice come gli era apparso.
Si rese conto tutto questo una sera, mentre era in un villaggio. Cercava riparo
per la notte, ma come ogni clown, non aveva molti soldi con se, ma credeva
ancora nella generosità della gente . Così si fermò davanti all'insegna
dell'Oste Verde, una piccola locanda con delle allegre pareti rosse. Prima di
entrare sbirciò dentro e notò strani esseri che non aveva mia visto girare per
la sua terra. Sembravano fatti solo di luce e polvere, come degli ologrammi.
Benché la situazione gli facesse molta paura, con coraggio e dopo un grosso
sospiro aprì il portone del locale....
Anisia
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Quelle figure di interferenza prodotte dall'incrocio di due fasci laser venivano percepite dai suoi occhi come solidi. Essi infastiditi dalla sua presenza svanirono nel nulla. Il vecchio locandiere (umano, rimase dietro il bancone. Questi guardò il ragazzo con occhi roventi di rabbia. Afferrò una caraffa colma di birra e gliela scaraventò addosso, emanando un urlo simile ad un ruggito. Il ragazzo la schivò e corse fuori. Cercando di ritrovare la calma si mise incammino."Quegl'esseri...cos'erano?"si chiese. Quella notte alloggiò in un'altra locanda. Il suo nome era stato tratto da una leggenda: era una sorta di ritrovo per i seguaci di un famoso vampiro. Ad alcuni ciarlatani di paese piaceva pensare che il vampiro si aggirasse ancora fra i boschi della contea. Il suo nome era...Lestàt. Il giovane vi entrò. Venne accolto da un uomo con una camicia rossa e un mantello nero. Questo gli disse:"So perché siete qui. Vi offro il mio letto,e pregherò il maestro affinché Vi doni protezione". Il clown non chiese nessuna spiegazione, non riusciva più a parlare, come se gli fosse stata tagliata la lingua. Entrò nella camera e cadde in un sonno profondo. Fu una notte agitata: sogni angosciosi, accompagnati da strane sensazioni di oppressione e soffocamento. La mattina seguente si svegliò sudato. Cercò uno specchio. Il collo gli doleva. Si specchiò e vide...seppur ancor flebilmente la sua immagine. Due incisioni circondate da sangue ormai secco. Due piccoli fori,come un morso di serpente...
VoltoImmortale
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Si sentiva gelido,stordito ed affamato. Uscì dalla sua stanza barcollando,aggrappandosi al manico delle scale che scese di fretta, quasi correndo, e si accasciò su una panca vicino al focolare. Avvicinatosi per sentire il tepore delle braci,ormai quasi spente, non era toccato da altro pensiero se non quello della tormentosa notte e dei due piccoli fori sul collo. Era passata da poco l'alba, ne era sicuro, ma l'ambiente cicostante rimaneva piuttosto buio e poteva distinguere ciò che gli stava attorno solo dal debole rossore emanato da una lampada ad olio. Aspettava il padrone, o avrebbe deciso di fuggire.. Ed eccolo. Avvolto nell'ampio mantello nero di seta, con schizzo di sangue ormai secco sulla guancia sinistra. Il giovane non riusciva a distinguere il colore dei suoi occhi; erano freddi, inespressivi, ma al quantempo profondi ed oscuri, detentori di un grande segreto. Il ragazzo, incantato dalla vista di quell'essere demoniaco, rimase paralizzato quando questo inizio' a parlare..
Damadelpeccato
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"Sei
coraggioso giovane clown. Nonostante le voci che giravano su questo posto tetro
non hai esitato ad entrarvi e hai apprezzato la mia ospitalità. Sei curioso
giovane cucciolo di uomo. Solitamente le persone si credono maledette quando
trovano sul loro collo il marchio del mio incontro, invece tu, con animo sereno
ma idagatore, ti sei domandato cosa fosse e che conseguenze avrebbe portato.
Sono secoli che non incontravo un animo fragile, incandescente, complicato e coraggiosamente
impaurito. Il tuo sangue è come un buon liquore, puro, dall'ottimo sapore ma
berlo provoca stordimento. Per me che vivo nel mezzo il tu incontro non cambia
molto il susseguirsi delle mie giornate ma per te voglio che non sia stato solo
un sogno. Io, possessore di bianche ali implumi sotto un mantello nero, voglio donarti
qualcosa che altri non possono darti. Ora prendi questo pugnale incantato, ferisciti
e assagia il tuo sangue. Non preoccuparti, non morirai, ma saprai ciò che la
tua crisalide nasconde agli occhi."
Egli prese il dono fattogli e si ferì.
Poi bevve. Come in preda alla stanchezza dopo una notta passata a far baldoria si
accasciò a terra inebriato dal nettare assaporato. Quando si svegliò la luna
splendea sulla sua fronte, era vestito con abiti di ottima fatura. Si alzò con
un nuova consapevolezza, come se si fosse liberato di un pesante velo che copriva
i suoi occhi; i suoi movimenti erano pi rapidi e precisi e i suoi sensi pi
acuti. Capì che era tempo di partire, prese il suo bagaglio, nel mentre si accorse
che sopra vi era posata una bianca piuma su cui vi era una scritta che parea fatta
col sangue, ciò che lesse era un nome : Lestat de Lioncourt. Ancora incredulo
per ciò che gli era successo uscì da quel luogo che lo aveva accolto e protetto
per una notte e si avvio per una vecchia strada con piedi nuovi.
Allow
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Strisciavano
le Tenebre come serpi sul ruvido suolo a seguire l'ombra del Vampiro, a terra
rigettata dalla luce della lunare falce nel corvino manto astrale persa, a riflettere
ogni Suo movimento; impercepibili passi si susseguivano ritmici scandendo non
melodico battito dell'unico simbolo di Clown che ancora lo rappresentava: tintinnavano
i campanellini posti sulle sommità del colorato cappello a tre punte ad ogni
rintocco del capo perfettamente sincronizzato alla suola del calzare che a terra
veniva posata... ma lieve intoppo, aritmia nel passo e perfezione del suono e
del movimento infranta.
Breve pausa riflessiva forse sulla mutazione lenta ma inesorabile che nel non più
umano corpo stava avvenendo...labile si fece la memoria, soffocati i ricordi
ancestrali che solo a tratti ma offuscati si presentavano, quasi del tutto
scemati i sentimenti... inutili declini maggiormente ripagati da un acuminarsi
dei sensi che tutto più luminoso maggiormente comprensibile rendevano per un
corpo animato solo da Sangue Sublime Insana linfa Vitale per un fantoccio
che di Vita privo é perfetto simbolo di Caotica contraddizione.
Proseguiva
il proprio cammino con sicurezza degna dell'eccelso tra i predatori l'Insano
seguendo traccia non visibile ma solo con l'olfatto captabile, annusava l'impalpabile
etere e sentiva il forte richiamo della vitae avvicinarsi... incontrollabile
il desiderio pulsava nel ventre, correva veloce la corrotta mente spingendo
il vampiro ad aumentare l'andatura e di conseguenza il ritmo che la accompagnava
insistenti brillavano e suonavano i campanellini riflettendo un autistico e
ripetitivo movimento e tintinnó sempre più veloce sempre più veloce e ancor
più veloce scomposta la corsa e stonata la melodia palpabile angoscia e ansia
e sforzo e corrono le gambe ancora un metro ancora uno e un altro ancora sino
a di colpo fermarsi dopo aver già frantumato il Perfetto Silenzio che sovrastava
la cittadina in cui il nuovo Figlio di Sangue era giunto.
La
rossa piuma del cappello cadeva al centro del pallido volto alterandone i lineamenti,
un ironico ghigno contornato da scarlatte labbra infliggeva al viso folle espressione.
Pochi istanti e un forte singulto scosse le vampiriche membra dopo l'improvviso
blocco anestetizzate pareano.. e Preda era stata percepita, localizzata e fu
pura brama a sconvolgere ulteriormente il piano emozionale del vampiro, improvvisa
nuova insana linfa fece riprendere il moto e scandire altri passi al Clown che
riduceva così rapidamente la distanza fra lui e la fanciulla sullo scalino stava
seduta i gomiti sulle ginocchia il volto fra le mani in fetale posa si presentava.
Suoni, parole, rumori si intrecciarono divenendo deformi, alieni a tutto quanto
conosciuto esplodendo nell'animo come un astro nel Microcosmo... e Mente e
Spirito furono ormai volti solo a caotica matrice ove la sola Energia frustava
Spirito e Mente; scoperto e indifeso era il collo ove subito l'affannato sguardo
dell'Insano andava a posarsi, pulsava e pulsava la grande vena che lateralmente
lo percorreva insistentemente ritmicamente palpitava richiamando il Vampiro
nella Sua velleità assorto ma non più umana e sensibile velleità era bensì insaziabile
bisogno, fisse stazionavano le morte iridi sull umanoide sagoma e fu l'ultima
immagine che la realtàrifletté alla mente e presto le mani furono su quel viso
le labbra su quella pelle i denti in quel collo la vitae nella sua bocca... afrodisiaco,vitale
frastornante sapore nel denso liquido che ora in Lui come il Lete scorreva.
Annullata la mente, annullata ogni altra volontà che il saziarsi non fosse seguendo
per l'ennesima volta il suono dei campanelli che frementi battevano a ritmo
coccolavano di caotica matrice pensieri che nel dedalo mentale si disperdevano
contemporaneamente al sangue che il corpo innaffiava entrambi premurosa Madre
potevano apparire. E si coloriva la sanguinante pelle della fanciulla tingendosi
da Candido Bianco Simbolo di Vita a Sanguineo Rosso Simbolo di Caos.
Cardiaco.Battito.Cessato.
il Sangue è finito.. e ormai.. Nulla.. non vi é altro che il tintinnante Suono
dei campanellini..che presto rallenta ed infine scema mentre il ghigno vermiglio
dell'Insaniae torna a dipingersi sull'eburneo volto. Solo permeante Silenzio
a dettar la propria legge di caotico caos acustico come incontrastato Sovrano.
Solo Silenzio. E ormai Lei..é dentro di Lui... La Sua vitae in Lui scorre... e
sono Uniti " Uniti, Finché Morte Non ci Separi " Lei e il Clown, il
nuovo Figlio di Caos, dalle cui labbra queste poche parole vengono ormai
solo al vento sibilate... ... E nuovo cammino attende... Finché.Morte.Non.Li.Separi.
Luxy
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"Vivrò in eterno",
sussurrava alla sua mente, ora sazia, il clown.
"Non so quando sono nato e non morirò. Avrò la gioia dell'eternità.
Non ho dimenticato il mio sogno di bambino, mi muoverò all'infinito, vedrò...conoscerò...
comprenderò...ma non morirò. Mi nutrirò e questo avverrò a discapito dei
malcapitati in cui mi imbatterò ma non morirò".
Lo strano vigore che avrebbe dovuto sprigionarsi da questa consapevolezza tardò
ad arrivare. Qualsiasi altro vampiro sarebbe stato subdolamente eccitato
dall'idea dell'immortalità Ma lui no, il Clown no.
L'infinito che si impossessava di lui lo stordì, i suoi occhi si persero in una
spirale che ruotava vorticosamente. Perse i sensi.
Sognò; sognò la fanciulla dai capelli rossi e il buffo omino che la faceva
ridere. Le era vicino nel sogno, vicino al punto da poterne sentire il profumo
giovane e fresco, come giovane e fresco era il suo sangue. La desiderò
violentemente, e nel sogno potè soddisfare la sua sete, saziare il nuovo essere
che era in lui, che era lui.
Il risveglio fu improvviso. Tremava, e la terra tremava sotto di lui, si
spaccava, si apriva come a voler possedere quellessere che anche in sogno
frantumava anime.
Si alzò in piedi e urlò contro il cielo: "Perché? Perché a me?....."
Heartdust
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Ma il cielo non da risposte, solo incertezze e se ne rese conto
presto, quando la voce si spezzò e la rabbia non divenne che un fluido salino
crogiolo dagli occhi. Chiuse gli occhi e si guardò dentro. Essere immortale
dunque? No,clown. Questo gli riempiva la pelle, la spensieratezza che aveva
saputo donare, i sorrisi esplosi e le parole che il prossimo gli sapeva
regalare perchè lui, lui si sapeva ascoltare. Immortale dunque ma clown.
L'intera arte del mondo apparve come una delizia sublime, le gambe ripresero
turgore e, mentre le dita accudivano quei segni di insano mutare sul collo, capì
che l'esterno non poteva mutare l'interno. Lestat gli aveva fatto un dono
prezioso, sapeva quanto l'idea dell'infinito per qualcuno potesse apparire
insostenibile e straziante e si,anche lui, aveva paventato l'ipotesi dello
strazio ma Lestat sceglie accuratamente i propri morsi. Dietro, strada. Di
fronte, strada. Il pensiero, la donna dai capelli rossi. La dote, l'arte del
sorriso. Il regalo, l'immortalità. Apparve chiaro come la matrice della forza
iniziale ora l'avrebbe portato a conquistare ogni cosa.
Ed innanzitutto una compagna con cui condividere sangue risa ed eterno. Se non
lei, chi?
Basta, basta pensare e riflettere, le case si costruiscono da se solo nelle
fiabe; di solito sono di marzapane e si lasciano mangiare. Iniziò a camminare,
non saprei dire bene in quale direzione, ma iniziò a camminare. L'udito
sopraffino e sovraumano gli regalava sussurri e pensieri in lingue
straniere,odore di vita. Macinava passi quasi fossero boccate d'ossigeno;
giorno e notte si alternavano in un girotondo; costeggiò villaggià ma senza
interferirvi. Poi d'improvviso, la fame.
Prese contatto col nuovo se stesso, quella fame lo travolse come una
detonazione. Respiro affannoso, fame fame fame tribale,triviale, la mente che
esplodeva nel corpo che chiedeva,fame. Ma di cosa? Questo lo straniva, in tempi
passati avrebbe preteso liquerizia, il suo vizio di gola. Ora no, ora basta.
Ora era tempo di trovare il fuoco per il suo appetito. Qualcosa gli aprì lo
stomaco, color porpora.
PrettyOnTheInside
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Non desiderava altro che bere il sangue di quella fanciulla...ma...La notte dopo il Clown si recò nella casina bianca dove viveva la fanciulla.Una casa circondata di rose. Entrò e si avviccinò nel letto dove ella riposava...e qualcosa in lui cambiò. Vide la fanciulla dalla pelle candida addormentata con i verdi occhi luminosi chiusi dalle lunghe ciglia e i capelli adornarle il viso...e capì che non poteva pensare nemmeno per sogno di farle del male...ormai lo sapeva: l'amava. Singhiozzò e la fanciulla lo sentì si destò...il volto della bella impallidì e fu difficile notarlo visto che era già pallida come il latte. La rossa bocca si spalancò in un urlo di terrore, gli occhi si colmarono di paura ... il Clown sussurò:Non ti farò niente...ma ei gemette. ~No! IO NON VOGLIO DIVENTARE UN MOSTRO DELLE TENEBRE, UN PREDATORE DI ANIME,UN NOSFERATU COME TE...~ e gli conficcò nel cuore un paletto di Frassino...
Catty
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Il nostro clown non si scompose...egli sapea sdrammatizzare...guardò il paletto di frassino che era penetrato sino all'unica parte vulnerabile di lui, il Cuore. Poi SORRISE. Guardò la donna che amava da sempre e gli disse con fare gentile e galante: " Madama vi hanno mai detto che il vostro sorriso penetra il cuore di chi ha la fortuna di poterlo ammirare? Prego vogliate scusare a mia impudenza e la mancanza di tatto che ho avuto nel disturvare il vostro riposo, non mi sono nemmeno presentato. Sono Messer Bovefelice, clown e giullare di corte; donare sorrisi era la mia professione. " Si inchinò, prese la mano tremante della fanciulla la sfiorò con le sue labbra. Alzando la testa vide lo sconcerto nel viso di lei, ella non riusciva a capire cosa stesse succedendo...si trovava di fronte ad un vampiro ma non aveva paura. La voce le si strozzo nella gola, non riusciva a parlare , troppe erano le emozioni. Il nostro giullare, che era pur sempre un cavaliere nel suoi gesti, la fece sedere e riprese a parlare. " Non preoccupatevi, vi ho già detto che non voglio farvi nulla, non sono qui per nutrirmi, ma solo per potervi vedere una volta, fino a che non perda quel poco di umanità che ancora serbo in me. Il desiderio di donarvi l'abbraccio delle tenebre é grande, farvi mia compagna di viaggio sarebbe allettante, ma volevo dare a voi quello che a me fu negato, la possibilità di scegliere. Ma sembra che voi mi abbiate spezzato il cuore questa notte mia dama dei sogni, ora non mi resta che congedarmi " E in quell'istante fu interrotto da una voce che semrava provenire dal cielo tanto era dolce e pura, era lei che aveva recuperato la compostezza della sua figura e la dolcezza delle sue movenze: " Messer Bovefelice, ma quale arcano è questo, voi siete un vampiro eppure io non vi temo, voi siete un vampiro eppure non volete nutrirvi di me, voi siete un vampiro eppure avete un paletto di frassino conficcato in petto e non siete morto "Già egli non era morto...Ma come fu possibile ciò? Cosa accadde?
Vi ricordate la piuma? Dopo quella notte egli era solito tenerla all'interno dela giacca, non voleva perderla; non sapeva perché ma sapeva che doveva essere un oggetto molto importante. E lo fu. Quella semplice piuma si frappose fra la punta del paletto e il cuore di lui...cosiché gli venne salva la vita...
Alisenzangelo
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