Afrodite
dal trono dipinto,
Afrodite immortale, figlia di Zeus,
tessitrice d'inganni, ti prego,
non domare con pene e con
ansie d'amore,
o Regina, il mio cuore.
E qui vieni. Altra
volta venisti;
pur di lontano udisti la mia voce,
e del padre
lasciasti la reggia
su l'aureo cocchio aggiogato.
Te
conducevano leggiadri passeri snelli
sopra la nera terra
fitte
agitando giù dal cielo le ali
per gli eterei spazi.
Rapidamente giunsero. E tu, o Beata,
sorridendo dal tuo
volto immortale,
mi chiedevi che pena ancora pativo,
che cosa
ancora invocavo,
e chi nel mio cuore in delirio
follemente
desideravo. -Chi cerchi
che ancora Pèito riporti al tuo
amore?
chi ti fa male, o Saffo ?
Oh, ma se ora ti fugge,
presto t'inseguirà,
se doni rifiuta, presto doni farà,
se già non ti ama, presto ti amerà,
anche
contro sua voglia -.
Vieni a me anche ora: da così
triste
pena di amore mi sciogli; quanto
brama il mio cuore si
compia, tu compi;
tu stessa mi assisti.
(traduzione
di Manara Valgimigli)
dedicato a MEMOLE )O(